Regione Lombardia

Sant'Antonio Abate

Ultima modifica 26 febbraio 2021

L’altare maggiore ha una pregevole pala raffigurant l’incoronazione della Vergine con San Giovanni Battista, Sant’Antonio abate e San Lorenzo rispettivamente patroni della Valle, di Magasa e di Cadnia, è opera del pittore bresciano Francesco Savanni che la eseguì nel 1763 per incarico dell’abate magasino Giovanni Maria Zeni.

Altra pala presenta la Madonna del Rosario e, sempre su commissione del predetto abate nei 1800, fu realizzata da Bartolomeo Zeni, pittore veronese (di Bardolino). Una terza pala di ignoto autore è dedicata a San Valentino prete e alle anime del Purgatorio e dovrebbe essere del secolo XVII. Ma la tela più importante, seppur piccola, è quella della Madonna della Grazia o delle Grazie: fu donata alla comunità di Magasa dal Conte Carlo Ferdinando di Lodrone che, nel 1714, provvide a farla dipingere da un quadro di San Luca mentre stava a Roma per la terza volta. Altra festa importante è il "Triduo" di gennaio che ricorre la prima domenica e successivi lunedì e martedì dopo la sagra di Sanìt’Antonio abate: è in onore del SS.Sacramento e in suffragio dei morti e ha decorrenza da dopo il 1744.

Fu ricostruita fra il 1739 e il 1744. Ha un alto campanile eretto nel 1768, sotto l’orologio la scritta latina "Unam time horam’.

L’anagrafe dei battezzati e dei morti comincia col 1649, quella dei matrimoni col 1655.Artistico, antico ed unico ora della Valle è il pavimento della chiesa: è di arnmonitico rosso e giallo delle cave di "Marmer" del monte Denervo. Con questa specie di marmo si pavimentarono il santuario di Montecastello, le chiese di Piovere, di Muslone, di Sasso e tutte quelle della Valle; anni fa lo abbiamo osservato in alcune case di Magasa.

L’erezione della Confraternita dei SS.Sacramento fu approvata dalla curia vescovile di Trento il 29 dicembre 1837 mentre era ancora curato di Magasa il ricordato don Matteo Gottardi.